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Tra i materiali che continuano ad emergere grazie alla collaborazione di familiari e appassionati, ci è stata recentemente segnalata una medaglia di grande interesse storico, inviata da Claudio Serraino.
L’oggetto apparteneva al nonno, Salvatore Serraino (1889 – 1953), e presenta caratteristiche che la rendono particolarmente significativa per chi studia le vicende della fanteria italiana nella Prima Guerra Mondiale.
La descrizione della medaglia
La medaglia presenta sul fronte una figura femminile nuda adagiata, accompagnata dalla scritta “Alpe che sai la gloria dei tuoi figli”; sul retro, un cippo commemorativo con le seguenti iscrizioni: “38° Fanteria – Plava 12 giugno 1915“, “Seluggio 15 luglio 1916”, “23-24 maggio 1917 CASA DIRUTA”. Si tratta di elementi che rimandano chiaramente ad alcuni dei momenti più duri vissuti dai reparti italiani sul fronte dell’Isonzo.
I riferimenti storici: tre momenti di guerra
Le località e le date incise sulla medaglia non sono casuali, ma rappresentano tre episodi distinti della guerra combattuta dal 38° Reggimento Fanteria:
Plava – 12 giugno 1915
Plava, sul fiume Isonzo, fu uno dei primi teatri di combattimento dopo l’entrata in guerra dell’Italia (24 maggio 1915). Qui le truppe italiane tentarono di sfondare le linee austro-ungariche in un contesto estremamente difficile, caratterizzato da posizioni fortificate e terreno impervio.
Seluggio – 15 luglio 1916
Il riferimento a Seluggio (probabilmente da ricondurre all’area del medio Isonzo o del Carso) si inserisce nelle operazioni del 1916, anno in cui i combattimenti si intensificarono con le grandi offensive italiane volte alla conquista di Gorizia.
Casa Diruta – 23-24 maggio 1917
L’indicazione “Casa Diruta” è tipica della toponomastica militare della Grande Guerra. Non un centro abitato vero e proprio, ma un punto tattico identificato da una struttura distrutta o da un riferimento cartografico. Le date coincidono con la fase preparatoria della Decima battaglia dell’Isonzo, uno dei momenti più cruenti del conflitto.
In generale, il fronte dell’Isonzo fu uno dei più sanguinosi della guerra, con ripetute offensive e perdite elevatissime tra i fanti italiani .
Il significato della medaglia
Sebbene al momento non sia stato possibile individuare con certezza un modello ufficiale identico nei repertori disponibili, diversi elementi suggeriscono che si tratti di una medaglia commemorativa o associativa, legata alla memoria del reparto, realizzata nel dopoguerra per reduci o famiglie dei combattenti. La presenza della figura allegorica femminile e della frase evocativa rafforza questa interpretazione: si tratta di un linguaggio simbolico tipico delle medaglie commemorative, dove la montagna (“Alpe”) diventa custode della memoria dei Caduti.
Il valore storico e umano
Al di là della classificazione precisa, questa medaglia rappresenta qualcosa di più importante: è una testimonianza diretta della partecipazione di Salvatore Serraino al conflitto, conserva la memoria di tre episodi specifici vissuti dal reparto e restituisce dignità e concretezza a una storia personale inserita in un contesto più ampio. Oggetti come questo sono fondamentali perché permettono di collegare la grande storia militare alle vicende individuali dei soldati.
Un invito alla condivisione
Il ritrovamento di questa medaglia dimostra, ancora una volta, quanto materiale sia ancora conservato nelle case degli italiani. Per questo motivo, invitiamo chiunque sia in possesso di documenti, fotografie, oggetti o testimonianze legate al 38° Reggimento Fanteria “Ravenna” a mettersi in contatto con noi. Ogni contributo può aiutare a ricostruire una storia che rischia, altrimenti, di andare perduta.
Segnalazioni e informazioni possono essere inviate tramite il sito www.38ravenna.it oppure via email a info@38ravenna.it.


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