(dal «DIARIO DI UN FANTE»)

LA CONQUISTA DI PLAVA

Varcato il fiume Judrio, nei pressi di Dolegna, l’8 giugno 1915 il Reggimento ricevette l’ordine di passare l’Isonzo a Plava per attaccare quota 383, baluardo situato a settentrione della città di Gorizia.

Terminata la fase di avvicinamento, nella notte dal 9 al 10 giugno, un nucleo di volontari, forte di 200 uomini al comando di pochi ufficiali, iniziò, sotto intensissimo fuoco nemico, l’attraversamento a guado del fiume, riuscendo nonostante le gravi perdite subite, ad occupare la sponda sinistra dell’Isonzo raggiungendo l’abitato di Plava e spingendosi con pochi uomini ancora validi in direzione di quota 383 alla conquista dell’importante posizione.

L’11 giugno, il Reggimento, che nel frattempo aveva oltrepassato il fiume assestandosi sulla testa di ponte, attaccò in forze il nemico occupando l’intero abitato di Plava raggiungendo l’obiettivo di quota 383.

La lotta aspra e sanguinosa costò al 38° la perdita quasi totale del nucleo volontari e di altri 900 uomini ivi compresi 23 ufficiali.


LA BATTAGLIA DI MONTE SELUGGIO

Il 15 maggio 1916, sviluppatasi l’offensiva nemica, il Regg. lasciata Zagora venne inviato nella zona di M. Novogno dove il 25 entrò in azione ricacciando gli austriaci dal M. Pria Foà ed il giorno 27 occupando M. Gamonda. Iniziatasi la controffensiva generale venne impiegato per la conquista di Sogli Bianchi (29 giugno) e di Monte Seluggio (4 luglio).

Qui i fanti del 38°, ed in special modo quelli del 1° Btg., seppero dimostrare il loro valore ed il loro eroismo in una gara memorabile di ardimenti individuali.

Così come ne riferisce la motivazione della Medaglia d’Argento concessa alla Bandiera

Aiut. Batt. P. JUORIO

Fonte
AA.VV. 38° Regg. Fanteria Divisione Ravenna, Sezione del Fante di Abbiategrasso, 1964


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